La foto del fan che compra il primo numero di Dylan Dog è un prodotto dell’AI

Ci segnalano i nostri contatti una foto che mostra un utente che, orgoglioso, mostra una foto di se stesso che compra il primo numero del mensile a fumetti Dylan Dog, testata di punta della Bonelli, avventure del celebre “Detective dell’Incubo”.

La foto del fan che compra il primo numero di Dylan Dog è un prodotto dell'AI
La foto del fan che compra il primo numero di Dylan Dog è un prodotto dell’AI

In verità è una giocosa iniziativa autopromozionale e autoreferenziale, un astuto prodotto dell’intelligenza artificiale ottenuto combinando diversi elementi.

La foto del fan che compra il primo numero di Dylan Dog è un prodotto dell’AI

Sappiamo benissimo cosa spinge un utente a creare un fotomontaggio con AI: desiderio di esibire la sua abilità, voglia di giocare con l’evento clou del momento, semplicemente la capacità di “stupire” col minimo sforzo e la massima resa.

Il gancio in questo caso è la celebrazione dei 40 anni del Detective dell’Occulto, anniversario di quel 26 settembre 1986 in cui l’astuto e belloccio detective di Craven Road (nome preso dal regista Wes Craven), nato dalla penna di Tiziano Sclavi, sfidò in edicola il suo storico avversario/rivale/padre/nemico Xarabas (la storia negli anni è diventata decisamente complicata) con l’aiuto del fido assistente Groucho salvando una città ed una fanciulla in pericolo (la prima di infinite fanciulle in difficoltà) da un esercito di zombies in una storia chiamata L’alba dei morti viventi (con un omaggio a Romero, altro famoso regista).

La foto del fan che compra il primo numero di Dylan Dog è un prodotto dell'AI
La foto del fan che compra il primo numero di Dylan Dog è un prodotto dell’AI

Dylan Dog infatti nasceva come un atto di amore verso l’horror, elevandosi ben presto dall’essere un semplice fumetto horror derivativo, come ve ne erano tanti al chilo nella sua epoca ad un caposaldo dell’horror esso stesso, con trame spesso legate ai temi dell’attualità rendendo Dylan un moderno “Cavaliere senza macchia” che prima ancora di sfidare l’orrore di mostri, demoni e zombies affronta l’orrore quotidiano dei “mostri umani” dell’incuria, dell’egoismo, della crudeltà umana, della discriminazione e dell’accanimento verso gli ultimi della società.

Ma per quanto la foto sia un omaggio sentito, beh, poteva essere fatta meglio.

Innanzitutto l’utente ha deciso di ringiovanire se stesso ma non l’albo: un albo appena comprato (e di gran valore collezionistico, se non è una delle infinite riproduzioni create negli anni) appare nella foto come decisamente usurato e “ben amato”, consunto nella costina e nella copertina da mille aperture.

L’insegna dell’edicola è un semplice cartellone con scritto “EDICOLA”, e i fumetti ivi contenuti galleggiano in una sorta di vuoto cosmico con ricostruzioni anacronistiche di altre testate percepite come “vintage”, e anche le automobili sullo sfondo hanno loghi confusi e targhe irregolari. Le AI non sono infatti brave nel riconoscere caratteri di testo, che vedono come una variazione di semplici disegni o illustrazioni apposti nell’ambiente circostante.

La targa TO 65231 sul retro è evidentemente anomala e priva di contrassegni.

Una ricostruzione sì, un buffo omaggio, ma nulla più, per il compleanno di un mito editoriale.