Ci segnalano i nostri contatti una foto con degli studenti che esibiscono un cartello sgrammaticato con scritto “Meloni ha casa”, dando così prova di ignoranza.
Un tempo avremmo chiamato la cosa un “esperimento sociale”, ovvero una fake news disvelata solo successivamente perché, secondo il suo autore, questo proverebbe in modo incontrovertibile la credulità dell’utente medio della Rete (come accadeva con gli esperimenti di Ciro Ascione e Saolini).

Con un effetto collaterale però: simili “esperimenti sociali” tendono a polarizzare il dibattito e causare un pubblico di persone che crederanno nella foto, ricondividendola senza però condividere la smentita.
La foto degli studenti che dicono “Meloni ha casa” è creata con AI
Alle ore 14:18 del giorno 18 Ottobre appare sui social la foto come “Foto Verificata, non IA”. La foto però è evidentemente creata con AI, anzi modificata con AI.
La fonte originale è infatti una foto tratta da un articolo che tratta di un evento avvenuto a Cagliari nella stessa giornata dove però gli studenti hanno esibito un cartellone con scritto “Soldi alla scuola – non alla guerra”.

La AI ci ha messo decisamente del suo: nella foto ritoccata compaiono dettagli come mani aggiuntive che compaiono tra i cartelli senza corripospondere ad alcun essere umano e le solite dita alterate (le AI infatti tendono a essere “distratte” nella generazione dei dettagli di sfondo).
Più avanti, alle ore 17:01 del giorno 19, il primo condivisore modifica il messaggio confessando la burla
Bene, dopo 24 ore e 100mila visualizzazioni termina qui questo esperimento sulle fake news. Risultato: la percentuale di chi ha creduto alla veridicità della foto è scesa dall’iniziale 50% al 10%.
Ringrazio i partecipanti, e in particolare F[…] e R[…] per il feederaggio, che tuttavia ha in parte distorto il risultato del test, in quanto il loro debunking ha causato una shitstorm che ha dissuaso molti commentatori tendenti a credere alla veridicità della foto
Nelle 24 ore però la foto è stata ricondivisa. Direttamente, ma anche venendo scaricata e ricaricata sui social, anche su profili che hanno raccolto altre foto dalla Rete di dubbia autenticità (vedasi qui).

Ancora adesso vi sono copie dell’immagine prodotta con AI che non hanno la smentita aggiunta dal condivisore.
Questo continua a creare confusione.