Il post di Erri De Luca che vuole la scrittura Cuneiforme e il Re dei Troll prima del Re

Ci segnalano i nostri contatti un post secondo cui il noto scrittore e giornalista Erri De Luca averebbe confermato il suo desiderio di tornare alla scrittura cuneiforme sulle pagine de Il Giorno.

Ci sono semplicemente fact checking che vanno redatti non tanto per confermare il fake (di fake, ovviamente, si tratta), ma perché la genesi del fake a volte è più importante della bufala stessa.

Il post di Erri De Luca che vuole la scrittura Cuneiforme e il Re dei Troll prima del Re
Il post di Erri De Luca che vuole la scrittura Cuneiforme e il Re dei Troll prima del Re

L’autore del messaggio in questo caso è importante quanto il messaggio stesso: solitamente parlare di un post cominciando dal suo autore potrebbe essere una fallacia, quella del messaggero. Non quando l’autore è Ciro Ascione, saggista e massmediologo nato a Napoli e trapiantato a Como che fu, nel “Web 1.0”, il primo vero Re dei Troll prima che il Web 2.0 e 3.0, quello dei social network e delle AI, facessero ascendere al trono che di fatto lui ha costruito il Delfino Gian Marco Saolini, romano, classe 1988, il cui gimmick è invece creare a colpi di Reel Instagram al principio, montaggi con AI quando la tecnologia è maturata, improbabili personaggi con cui inserirsi nella narrativa virale del momento.

Il post di Erri De Luca che vuole la scrittura Cuneiforme e il Re dei Troll prima del Re

Il “Re Saolini” si muove infatti sul filo dell’indignazione rapida: reel di pochi secondi in cui il medico vaccinista Staone e “King il Re degli Zingari” ci spiegano in breve perché Big Pharma ha promesso al primo soldi in cambio dei vaccini e come il secondo vive tra lussi sfrenati e case da sogno pagate dal Reddito di Cittadinanza e dal rame rubato al popolo Italiano, o scatti rubati creati da ChatGPT per mostrare quanto si è divertito nel denunciare ragazzini che vendono limonata per strada o nel gettare fuori dal “suo” autobus un ragazzino di Belluno per poi imprecare contro il popolo Italiano per averlo “fatto licenziare”.

Ciro Ascione narrato da se stesso
Ciro Ascione narrato da se stesso

Ciro Ascione, Re di un’epoca che non era quella di Saolini giocava una partita più lunga: infestava Usenet e le mailing list, antenati dei Social per riuscire ad arrivare ai Media cavalcando la credulità di interlocutori drammaticamente privi di anticorpi per la Rete.

Uno degli esempi delle burle di Ascione fu l’annuncio della morte permanente di Marge Simpson nell’omonima serie, tracimato dalle catene di S. Antonio ai mass media.

Tra le sue creazioni apparve infatti la fantomatica Associazione Cattolica San Carlo Borromeo, sedicente gruppo di genitori cattolici vagamente ispirato al Christian Tract del “Cristiano Rinato” Jack T. Chick Dark Dungeon.

Laddove nel testo Cristiano Evangelico infatti i giochi di ruolo da tavolo e per carta e penna venivano descritti come viatico per la dannazione, Ciro Ascione reinterpretava l’immagine dei genitori Cristiani terrorizzati calandola nel contesto italiano degli anni ’90 e dei primi del 2000 puntando il dito verso i videogames, e immaginando e divulgando le gesta di una associazione di “genitori indignati e preoccupati” pronti a calare con furia e zelo divino sui videogiochi.

Una delle prime "creazioni moderne" di Ascione
Una delle prime “creazioni moderne” di Ascione

Associazione che nonostante essere il frutto di una evidente burla riuscì ad ottenere fama mediatica ed essere descritta da testate dell’epoca, con un’esperienza che Ascione descrisse in un libro chiamato “Come ho inguaiato Internet”.

Ciro Ascione, il “primo troll Italiano”, è rimasto inattivo per molto tempo, ma recentemente è tornato all’opera.

Dal ritorno a Erri De Luca

Sappiamo ad esempio che recentemente grazie all’AI ha potuto resuscitare proprio l’Associazione Carlo Borromeo, dando loro una nuova nemesi, in questo caso la Kuros Edizioni (omofono di Ciro Ascione stesso, in uno sdoppiamento virtuale di personalità tra il malvagio editore e la pia associazione) pronta a pubblicare un “libro di inglese Woke” con capitoli come Sally has an Abortion dove l’aborto viene considerato e illustrato come una fonte di vocaboli divertenti.

Ciro Ascione ha quindi scoperto l’Intelligenza Artificiale, ed ha imparato a padroneggiarla in un modo che volutamente strizza l’occhio al suo lettore. In parte per far sapere al Popolo della Rete 1.0 che il Re c’è ancora, in parte per proseguire da massmediologo la sua campagna per dimostrare la credulità della Rete e come la stessa non sia migliora, ma peggiorata.

Ovviamente l'inganno è in piena vista
Ovviamente l’inganno è in piena vista

Dalla “Bustina di Minerva che prevede ChatGPT” a Erri De Luca che desidera il ritorno al Cuneiforme, la AI consente a chi, come Ascione in questo caso, conosce le regole del gioco, di ricostruire pagine di giornali mai stampati dimostrando un triste fenomeno delle AI.

Se le AI possono “allucinare”, ovvero ricostruire informazioni che non esistono da dati parziali, anche l’Umano può allucinare se sottoposto a reperti che non esistono ma “se sono stati pubblicati su Internet diventano veri”.

Lo scopo di Ascione è sempre stato questo: l’inganno è in piena vista, lo scopo palese.