Ci segnalano i nostri contatti una suggestiva foto di due gattoni in bilico sulla Sfinge. La parola chiave è “gattoni”, ed anche il punto chiave della foto. In questo caso il fact checking via AI (Gemini) si incastra in loop ricorsivo quasi impossibile da non notare.
Partiamo però dalle basi: la foto
I gatti in bilico sulla Sfinge ai tempi dello Zero Click
A voler prendere buona la foto, dovremmo ricordare che la Sfinge, per quanto notoriamente con la testa sproporzionata rispetto al corpo (tanto da far pensare che sia stata “riscolpita” nel tempo), è comunque larga 4 metri e alta quattro metri.

Perché l’immagine sia del tutto credibile dovremmo postulare che i due ciarlieri felini siano quantomeno grossi come ippopotami, oppure gatti da un metro ciascuno ripresi da un grandangolo decisamente sin troppo generoso.
Il che porta all’ipotesi più probabile: la foto è in tutto o in parte ritoccata con AI o Photoshop, ed un originale non esiste.
Esiste una pagina Facebook che riporta una “bibliografia”: titoli di articoli (senza link ovviamente) che dovrebbero essere stati pubblicati da BBC, Reuters, Fox News e CNN, ovvero
BBC News: Visitors share unexpected animal encounters at historic landmarks across Egypt.
Reuters: Viral images highlight human and animal moments at globally recognized heritage sites.
CNN: Social media reactions grow around heartwarming scenes captured at famous monuments.
Fox News: Unique moments at the Great Sphinx draw attention from travelers and viewers worldwide.
Ma ci sono due enormi problemi con questi articoli, che possiamo riassumere in breve: gli articoli non esistono e i titoli, come il resto della didascalia, sono creati dalla AI.
La bibliografia fantasma e lo ZeroClick
Abbiamo provato a cercare negli archivi delle testate i quattro articoli. Essi non esistono, nessuno li ha mai scritti.
Eppure AI Mode, la ricerca “ZeroClick” di Google potenziata da Gemini AI ti mostra la foto dei gatti ogni volta che usi quei titoli per cercarli, e ti mostra a sua volta una bibliografia che non comprende affatto gli articoli che non esistono ma iterazioni della foto dei gatti.

Il segreto è il Google Bombing: prima dello ZeroClick si usava fare in modo che una serie di siti puntassero ad una stessa pagina per ingannare l’algoritmo. Ad esempio nel 2007 una serie di siti decisero di collegare la frase “Miserabile fallimento” a link dedicati al presidente George W. Bush, ottenendo che per un breve ma intenso periodo Google restituisse la biografia di Bush come esempio di “miserabile fallimento”.

Con lo ZeroClick tutto diventa facile: se linki gli articoli immaginari, Gemini cerca nel suo dataset, che è ottenuto anche dal dataset dei siti indicizzati da Google.
Gemini quindi trova nella ricerca i titoli, li collega alla foto del gatto e li presenta in quanto statisticamente correlati deducendo statisticamente che la foto deve essere vera perché ci sono fonti.

Che però non ci sono. Che però sono titoli generati dalla AI.
Non sappiamo se la foto sia ritoccata o generata: sappiamo che la storia è un falso d’autore benedetto dalle AI.