Ci segnalano i nostri contatti un video virale, rilanciato anche da Reuters il 20 Ottobre del 2026, che raffigura una donna Brasiliana derubata del cellulare a San Paolo.

Si tratta di un video dell’Influencer del settore automotive Tabata Lenk, e più acuti tra voi avranno notato una cosa: il video è datato 28 Agosto 2026. Non 20 Ottobre. È riapparso sui social, dopo l’iniziale diffusione da parte della Lenk, a ridosso delle Elezioni in Brasile, il cui primo turno si è tenuto il 4 Ottobre e il cui ballottaggio è imminente (25 Ottobre).
Elezioni in cui il fortissimo tema del contendere è proprio la sicurezza e nel quale il contenuto di Tabata Lenk cade a fagiolo.
Il video dell’influencer Brasiliana derubata del cellulare a San Paolo
Partiamo dagli interpreti della vicenda: Tabata Lenk (spesso trascritta anche Tabatha) è una gearhead, una influencer del settore automotive e lifestyle di 24 anni il cui obiettivo solito è diffondere video che parlano di viaggi, automobili e tutto quello che è legato al settore del turismo in auto.
Almeno fino a fine Agosto, periodo in cui sulla sua bacheca compare un video in cui dei malintenzionati sfondano il finestrino della sua vettura e, ripresi dalla dashcam, rubano lo smartphone in bella vista sul cruscotto.
Riferirà l’influencer che, nonostante la presenza di blocco biometrico (FaceID e impronta digitale, insomma) e pincode i ladri sarebbero riusciti a effettuare dei trasferimenti economici dal suo conto, poggiato sulla fintech Nubank, costringendola a contestare la cosa.
I video sono rimasti sul suo canale a lungo, con followup in cui la stessa dichiara di essere in contatto con le autorità alle quali avrebbe consegnato i dati della dashcam per l’identificazione dei criminali.
Il furto del cellulare: perché?
A prescindere dalle circostanze il video torna in sede elettorale perché con 830.000 furti registrati solo nel 2025, il furto di cellulari è uno dei crimini più endemici nel paese.
Se negli ultimi 10 anni il tasso di omicidi in Brasile è diminuito del 40%, raggiungendo 15,4 ogni 100.000 abitanti nel 2025, il furto di cellulari ha ancora un fortissimo peso, per una serie di ragioni.
Sostanzialmente, una combinazione di debolezza della valuta e di politiche di importazione rende i cellulari dei marchi più noti (Apple, Samsung, Motorola), sia top di gamma che mediogamma, più costosi per l’utente finale, spesso arrivando a prezzi doppi rispetto ad USA ed Occidente.
Inoltre rubando un cellulare, come dimostra la narrazione della Lenk, il ladro accede immediatamente a servizi di home banking ed Internet Shopping registrati all’utente derubato, potendo rubare somme di denaro o acquistare beni e servizi prima del blocco.
Per questo il Governo e l’Opposizione hanno dato grande attenzione al fenomeno: Lula ad esempio aveva varato una norma che consente il blocco immediato dei device rubati dietro segnalazione ed una sorta di scudo penale per cui riconsegni un dispositivo ricettato nell’immediato.
Dal punto di vista dell’utente finale, è diventato comune per un terzo degli utenti l’uso del “cellulare del ladro”, ovvero girare con lo smartphone usato per i pagamenti online, eCommerce e servizi fiduciari ben nascosto e un cellulare vecchio, sacrificabile e low tech da consegnare ai ladri per dare loro l’illusione di essere sforniti di mezzi tecnologici e “tenerli buoni” in caso di rapina.
Il tema della sicurezza sarà campale nelle elezioni presenti, e ha portato al ritorno della storia.