Ci segnalano i nostri contatti due video: in uno una figura viene mostrata arrampicarsi a mani nude su una parete rocciosa difficilissima con una didascalia che, sostanzialmente, spiega che lo stesso vuole sensibilizzare il “governatore del governatorato e direttore della sicurezza di Damat, il rispettato Abu Malik Al-Sharif” perché si occupi della pulizia delle aree turistiche e demanali. Nel secondo si piange la morte dell’uomo, descritto come grande atleta che in qualsiasi altro paese sarebbe stato riverito e celebrato.

Effettivamenter Al-Qa’qa’ bin Antar, lo Spider-Man dello Yemen era uno scalatore ed è morto, con l’annuncio dato due giorni fa.
È morto Al-Qa’qa’ bin Antar, lo Spider-Man dello Yemen
Bin Antar aveva raggiunto infatti la fama dedicandosi ad esplorazioni e scalate sempre più ardite, con lo scopo di illustrare la sua arte e la bellezza dei luoghi.
È stata l’ultima avventura a tradirlo, quella in cui si è cimentato nella sfida al Cratere di Haradhat, nella città di Damt, nella regione sud-occidentale dello Yemen, definito la Porta dell’Inferno.
La caduta gli è stata fatale: si somma alla sua scomparsa le estreme difficoltà nel recupero del cadavere complicate dal fatto che si tratta di un cratere profondo 120 metri in pieno territorio occupato dagli Houthi.