No, non è vero che la polizia di Londra ha arrestato un manichino che offendeva gli islamici

Ci segnalano i nostri contatti la curiosa notizia secondo cui “la polizia di Londra ha arrestato un manichino che offendeva gli islamici” perché “la nostra esistenza li offende”

No, non è vero che la polizia di Londra ha arrestato un manichino che offendeva gli islamici
No, non è vero che la polizia di Londra ha arrestato un manichino che offendeva gli islamici

Si tratta di una fake news tipica del c.d. “doppio binario”, la teoria del complotto diffusa da ambienti ultraconservatori su X secondo cui le autorità britanniche ed europee avrebbero un “trattamento di favore” per gli extracomunitari, gli immigrati e gli stranieri (curiosamente la teoria coinvolge però solo immigrati islamici e dalla pelle scura), sottoponendo “i cittadini bianchi” a pene crudeli, derisive e immotivate e dimostrando arrendevole lenienza per lo straniero.

Tutti i casi evidenziati fino ad oggi sono stati fake news complottistiche, questa non fa eccezione.

No, non è vero che la polizia di Londra ha arrestato un manichino che offendeva gli islamici

Il “maninichino arrestato” era in realtà uno degli effetti personali di una donna arrestata, un oggetto di scena portato ad una manifestazione a Westminster nel 2025 per protestare contro la decisione di dichiarare Palestine Action, un gruppo a favore della Palestina i cui membri erano stati accusati di atti di vandalismo contro installazioni militari, un gruppo terroristico.

La donna col manichino e il cartello
La donna col manichino e il cartello

Durante la protesta una manifestante (della quale mostreremo un’immagine a volto coperto data la scena) infatti si era presentata ammanettata al manichino (chiamato da lei “Rebecca”) e un cartello con scritto “Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action”, ed entrambi gli effetti personali sono stati sequestrati al momento dell’arresto.

Nessuno ha quindi arrestato un manichino, tantomeno perché “offendeva gli islamici”, ma una donna che protestava in favore di Palestine Action è stata arrestata coi suoi effetti personali, usati per inscenare la protesta, portati via.