Una nota testata introduce una notizia con la didascalia “Rosso per i divieti, azzurro per le prescrizioni, giallo per gli avvertimenti… e il verde? I nuovi cartelli stradali che compariranno sulle strade italiane cosa significano esattamente?”

C’è un solo problema: come l’articolo collegato al post social dichiara in fondo, di fatto nell’ultimo paragrafo “Adottare questa nuova forma di segnaletica richiede un aggiornamento delle norme da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, oltre a una fase di sperimentazione per verificarne la reale efficacia.”
Cosa che classifica l’intero assunto in Acchiappaclick, ovvero clickbait, ovvero quel genere di articolo il cui titolo e la prima parte (solitamente evidenziata dai motori di ricerca e dai social) spinge a cliccare (da cui il termine) cercando lumi su un concetto che viene percepito come innovativo, preoccupante, spaventoso o una combinazione delle cose per scoprire che il titolo era stato “caricato” per rendere attraente il brano.
No, non esistono nuovi cartelli con lo sfondo verde in Italia
I cartelli dallo sfondo verde sono l’equivalente nel Regno Unito dei nostri cartelli quadrati con lo sfondo blu, ovvero indicano un suggerimento non cogente.
Ovverosia, si raccomanda di rispettare una determinata velocità ridotta rispetto all’obbligo stante le condizioni di sicurezza del tratto di strada, ma non vi saranno sanzioni o coercizione dell’obbligo. Semplicemente l’adozione di un segnale diverso da quello di obbligo (cerchio rosso) consente di identificare ad occhio la necessità tra obbligo e consiglio lasciando l’automobilista libero di regolarsi come crede senza allarmismo.
Allarmismo che una clickbait rischia di creare.