Le foto del manifestante bilocato che devasta Nike e Feltrinelli sono prodotto dell’AI

Succede sempre quando succedono gravi e sentiti fatti di cronaca: nel momento in cui un evento diventa virale, tra i reperti fotografici compaiono illustrazioni con AI. In questo caso durante gli scontri di Milano contro il carovita, sono apparse due foto di un uomo incappucciato che devasta Nike e Feltrinelli.

Nessuno mette in dubbio che vi siano stati atti vandalici in questi giorni a Milano: quello che è evidente è che nel mondo dello ZeroClick e delle AI, le notizie diventano materiale da utilizzare per creare contenuti “più veri del vero” e più virali del virale.

Le foto del manifestante bilocato che devasta Nike e Feltrinelli sono prodotto dell’AI

Il grosso del lavoro proviene da una meritoria utente di Milano che scartabellando le innumerevoli foto della sua città si è imbattuta in due strani reperti. Lo stesso identico soggetto incappucciato nella stessa identica posa che vandalizza nello stesso modo due esercizi commerciali diversi, Nike e Feltrinelli.

Le foto del manifestante bilocato che devasta Nike e Feltrinelli sono prodotto dell'AI
Le foto del manifestante bilocato che devasta Nike e Feltrinelli sono prodotto dell’AI

Cercando di rintracciare le prime apparizioni delle foto su Internet ci siamo imbattuti in una pagina Creator Digitale che ha pubblicato entrambe le foto. La foto alla Feltrinelli viene descritta come del “17 Ottobre” e viene accompagnata da una citazione di Umberto Eco senza alcun dettaglio, la foto alla Nike semplicemente non ha né data e descrive uno “studente sportivo”.

Che, oggettivamente è lo stesso identico della foto precedente.

Le foto presentano una serie di evidenti problematicità: i locali di Feltrinelli non corrispondono a quelli della sede in Piazza Piemonte, né ad alcuna sede Feltrinelli locale.

Entrambe le foto presentano il locale commerciale più generico possibile dove non solo il giovane, ma anche gli altri personaggi sono usati come asset.

In tutte le foto compare un fotografo che sbuca dal bancone, soggetti che fuggono da una porta orientata nello stesso modo e lo “studente mascherato”.

Il quale ha delle strane Nike che si “sdoppiano” a metà piede (si può vedere chiaramente lo “Swoosh”, il baffo del logo che si sdoppia dove la scarpa si allunga), le mani dalle dita di forma assai incerta e sotto la sua mano destra è possibile vedere un piede che fugge senza essere attaccato ad alcun corpo.

Difetto tipico delle AI, le scatole Nike sono deformi e coi logotipi messi a caso e i libri da Feltrinelli presentano assurdi geroglifici al posto di testi comprensibili: questo perché le AI riconoscono l’alfabeto nella sua forma “statistica e normalizzata” di caratteri a caso.

Tutto questo viene confermato da una analisi con SightEngine, che conferma l’origine digitale.

La spiegazione

L’innumerevole novero di foto e immagini dell’evento ha avuto un effetto collaterale: la creazione di interi dataset, fonti dati da dare in pasto alle AI per ricreare reperti più veri del vero.

Basta semplicemente ricaricare foto di manifestanti e chiedere all’AI di generare scene coerenti per ottenere scene più facili da utilizzare in rete. Reperti che sono più virali, più emotivi e non devi cercare tra i database di informazione. Sono lì, pronti a diffondersi per la Rete.

In questo caso diamo evidentemente di fronte a reperti creati con AI.