Ci risiamo: ci segnalano i nostri contatti l’immagine di un tenero cucciolo di Kung Fu Panda, ovvero un pandino composto, seduto sulla neve riparato da un cappello di paglia simile a quello di Po, il goffo maestro di arti marziali della serie Kung Fu Panda, stereotipo bonario del maestro di Kung Fu gentile e bonario, imbranato nella vita di tutti i giorni ma implacabile contro i nemici della pace e della giustizia.

L’immagine fa parte di un ricco filone ormai onnipresente di video e immagini che “antropomorfizzano” gli animali rendendoli simili a creature della fantasia. Ed è generata dalla AI
L’immagine del cucciolo di Kung Fu Panda è generata con AI
La generazione è duplice come abbiamo visto in casi simili: prima è stata creata l’immagine (che SightEngine conferma falsa), poi un testo (ricontrollato da ZeroGPT), in questo caso parzialmente riscritto per occultare le sue origini, che presenta il video in formula dubitativa.

Il risultato è una confessione solo parziale della creazione generativa che però passa la palla del dibattito al lettore. Quando un contenuto virale viene creato, infatti la chiave è la viralità stessa: il video o la foto deve avere interazioni, deve creare discussioni e deve avere un seguito.
Presentando un contenuto nel modo più vago possibile si attirano i commenti di diverse categorie di persone: chi crede nella foto e condivide o esprime gradimento, chi ha capito che si tratta di un falso creato con AI e commenta per esprimere sdegno e chi partecipa al “gioco” di indovinare se il reperto è generato con AI o meno per ostentare la sua intelligenza.

In tutti i casi a chi ha creato questi contenuti non importa: ha ottenuto commenti in abbondanza, ha ottenuto viralità, ha avuto quello che aveva.