Ci segnalano i nostri contatti una serie di video che parlano del tagliando auto, spesso con fuorvianti riferimenti a normative estere (come quella Statunitense) da noi inapplicabili. Per capire come da noi funziona davvero il tagliando bisogna partire non dalle più remote e astruse normative estere, ma dalle più vicine regole europee, come il Regolamento (UE) n. 461/2010, storicamente conosciuto in Italia come Direttiva Monti o legge MVBER (recentemente prorogato fino al 31 maggio 2028),
Anticipando di molto il Right to Repair stabilito per il resto dei beni di consumo, esso tutela il diritto dei consumatori di scegliere dove effettuare la manutenzione ordinaria del proprio veicolo.

La Direttiva Monti non è ancora maggiorenne, tecnicamente ha ancora sedici anni, e anche per questo ci sono diversi automobilisti che credono ancora che per mantenere valida la garanzia del costruttore nei primi anni di vita dell’auto sia obbligatorio rivolgersi esclusivamente alla rete ufficiale della casa madre, e diversi altri che cercano la soluzione altrove.
Non è così. Grazie alle norme europee sulla libera concorrenza, e non ad altre fonti dubbie, è ora possibile affidare il proprio veicolo a una qualsiasi officina indipendente qualificata.
Tuttavia, affinché la garanzia rimanga valida al 100%, la legge prevede precisi adempimenti e responsabilità a carico di tutti i soggetti coinvolti: l’officina, la casa madre e l’automobilista.
Si proverà quindi a delinearli
Quali adempimenti spettano all’Officina Indipendente
L’officina di fiducia non ufficiale ha il compito di eseguire l’intervento seguendo il concetto giuridico di “regola dell’arte”, ovvero le condizioni stabilite come diligenza, trasparenza e conformità ai processi tecnici.
In questo caso l’officina dovrà rispettare le procedure della casa madre: qualora la manualistica preveda tempistiche chilometriche o temporali rigide (primo cambio d’olio superato un certo chilometraggio, cambi periodici entro un chilometraggio stabilito o comunque non oltre l’anno o periodo convenzionalmente indicato dalla casa), esse andranno rispettate in modo pedissequo. Qualora come per il “tagliando A e B” di Mercedes la procedura preveda l’alternanza di un tagliando approfondito ad uno meno approfondito, la scansione dovrà essere rispettata senza limitarsi al semplice “rabbocco d’olio” o altre forme alternative e insufficienti al risparmio.
Altresì il Decreto Monti dichiara che non è necessario usare per forza ricambi originali ma è possibile l’uso di ricambi di qualità equivalente all’originale.
Ovviamente la qualità degli stessi dovrà essere certificata e certificabile: se una macchina in garanzia con un ricambio “compatibile” prelevato dallo sfasciacarrozze in condizioni ignote o di importazione da eshop esteri che non garantiscono l’equivalenza qualitativa dovesse cedere, ciò non potrà certo essere imputato al produttore. Se i liquidi necessari (olio motore, antigelo, liquido dei freni…) saranno scelti in base alle qualità prescritte, ma da discount di dubbia provenienza, ovviamente il danno non sarà imputabile se non a chi ha deciso di scegliere non una alternativa equivalente, ma peggiorativa e “al risparmio”.
La prova legale di tutto questo è, ovviamente, la fattura, documento che diventa importante non solo ai fini fiscali, ma anche ai fini legali. La fattura in questo caso dovrà essere “parlante”, indicando quindi l’esatta descrizione dei lavori, i codici dei ricambi utilizzati, le specifiche tecniche dei liquidi e dell’olio motore introdotti, i chilometri della vettura al momento dell’intervento e l’attestazione del rispetto dei parametri del costruttore.
Con la fattura parlante l’Officina dimostrerà la sua aderenza ai dettami della garanzia, quantomeno se il veicolo riscontrerà le parti, i liquidi e gli interventi indicati, resi identificabili dalla fattura stessa.
La Fattura Parlante ovviamente non è garanzia di per sé dell’onestà dell’Officina, ma consente di avere fiducia nel meccanico in quanto diventa una checklist del verificabile.
Gli adempimenti della Casa Madre (Costruttore)
Il costruttore del veicolo non può in alcun modo ostacolare la concorrenza o penalizzare l’utente per aver scelto la rete indipendente. La casa madre ha l’obbligo infatti di garantire l’accesso alle informazioni tecniche, mettendo a disposizione delle officine indipendenti le banche dati con istruzioni di riparazione, software diagnostici e piani di manutenzione del veicolo.
Inoltre, qualora la Casa Madre decida di negare la garanzia legale, non potrà semplicemente addurre l’esistenza di un tagliando extra garanzia ma dimostrare l’esistenza del nesso causale tra il danno e il tagliando.
Ad esempio una volta dimostrato che la “Fattura Parlante” mente, che un pezzo corretto e di buona qualità è stato montato in modo scorretto o che sono stati usati materiali subottimali, solo in questo caso potrà negare la garanzia.
Questo è vero anche in caso di richiami della casa: il richiamo potrà richiedere l’obbligo di presentazione delle fatture degli ultimi tagliandi, ma non potrà richiedere che siano tagliandi “della casa”.
Gli adempimenti dell’Utente Finale (Automobilista)
Ultimo viene l’automobilista: a lui spetta onorare le scadenze, premurarsi di prenotare il tagliando per tempo ed evitare di “saltare i tagliandi”. Se abbiamo visto che l’Officina Indipendente deve rispettare tempistiche e chilometraggio, spetta all’automobilista prenotare il tagliando per tempo ed evitare il ricorso al “fai da te fatto male in economia” (decidendo ad esempio che un semplice rabbocco annuale di olio e fluidi sia equivalente al tagliando), oppure all’uso di saltare i tagliandi finché non comincia a percepire anomalie alla guida.
Gli spetta oltre conservare la documentazione ricevuta dall’officina, senza potersi affidare alla possibilità, non del tutto certa, di richiedere duplicati all’officina indipendente. In caso di guasti in garanzia, l’automobilista dovrà recarsi dal concessionario con tutti i documenti già in ordine.
E per richiami e riparazioni in garanzia?
I tagliandi possono essere fatti da chiunque: i richiami ufficiali e le riparazioni in garanzia spettano alla sola rete autorizzata.
Pensiamo ai recenti richiami Stellantis legati ai motori PureTech e agli airbag Takata: vale in questo caso la regola “chi rompe paga”, e siccome tecnicamente i prodotti sono “nati rotti”, o quantomeno con riconosciute anomalie di produzione, sarà necessario riportarli in concessionaria perché siano riparati dalla Rete Autorizzata a spese della compagnia, senza carico di spese sul cliente finale.
Nonché, ovviamente, con componentistica e parti nuove provenienti dalla casa produttrice, unica modalità efficace per raggiungere l’obiettivo rispetto all’improbabile distribuzione “a pioggia” di parti, manualistica e ispezioni.
Conclusione
Comprare un’auto nuova non significa più restare legati ai listini delle concessionarie ufficiali per i controlli periodici. Scegliere un’officina indipendente è un tuo diritto: basta affidarsi a professionisti attenti che rilasciano documentazione trasparente e tracciabile, tutelando così il valore e la sicurezza della tua auto.
Ovviamente, questo parlando di veicoli in garanzia: con un parco macchine in Italia la cui età media si aggira intorno ai 13 anni, col 60% del totale ultradecennale, è matematico che la maggior parte dei lettori abbia a disposizione un veicolo la cui manutenzione per forza di cose è affidata ad officine indipendenti.
E, ovviamente, più un veicolo invecchia, più è necessaria la periodica manutenzione per tenerlo operativo e rallentare l’invecchiamento e l’usura di componentistica ormai sempre più difficile da reperire ed evitando tempi di blocco.