Cosa sta succedendo a Genova? Il Progetto Hafnia

Il progetto Hafnia è diventato un nodo di sovranità tecnologica e nazionale. Parliamo di di una cooperazione latrice di vantaggi come di dubbi, di benefici come di perplessità che sarebbe sciocco non affrontare tra la Danese Milestone System, la statunitense nVidia e, per cominciare, il comune di Genova.

Cosa sta succedendo a Genova? Il Progetto Hafnia
Cosa sta succedendo a Genova? Il Progetto Hafnia – Fonte Milestone

Ben 1,2 Petabyte di dati verranno quindi registrati dal traffico Genovese per addestrare le AI del futuro, modelli in grado di collegare immagini e testo (Vision Language Model) per costruire e progettare insieme il traffico e le città del domani.

Sembra tutto a posto, probabilmente lo è. Ma restano i dubbi per una operazione al momento priva di precedenti.

Cosa sta succedendo a Genova? Il Progetto Hafnia

La chiave è la Filiera della Sovranità.

Proviamo a inseguirla come ricordato da Difesa Online. In questo incrocio di nuovi e vecchi poteri, sovranità tradizionali e agglomerati Big Tech dal sapore della fantascienza distopica abbiamo un petabyte e due (ricordiamo che un Petabyte sono 1000 Terabyte, tre ordini di grandezza rispetto al disco fisso del computer che avete probabilmente di fronte) raccolti dal suolo urbano e dalla vita dei cittadini.

Targhe quindi, volti, dati personali, personalissimi. Raccolti in Italia, processati in una Danimarca dove “non vi è il marcio” ma c’è chi teme l’anomalia, anonimizzati sempre in Danimarca da una compagnia collegata a Milestone (Brighter.AI), ottimizzati da una società Americana (nVidia), gestiti da un cloud “Sovrano Europeo” in Olanda ma basato su asset acquisiti dalla Russia e distribuito nell’egida della Transizione al Digitale Italiana tra diverse città.

C’è infatti chi ha posto il problema di precedenti di raccolta massiva di dati mediante Intelligenza Artificiale (come un provvedimento reso dal Garante Privacy a Gennaio del 2024) chiedendosi se le cautele di rito siano state richieste, c’è chi ha richiesto accesso agli atti per vederci chiaro.

E formalmente tutto è chiaro. Dal punto di vista umano però la delicatezza della materia richiede informazione, ed ecco perché è giusto attivarsi per chiedere lumi su ogni passaggio.

L’essere umano non è un’isola, e l’uomo vive in comunità, e se è oggettivamente difficile vigilare sul rispetto delle regole nell’infinitamente piccolo di un comune, ecco che quando la stessa massa di dati si muove tra più ordinamenti e più Big Tech nasce sia la necesssità di vigilanza che qualche timore.

Perché iniziative del genere non sono solo pioneristiche dal punto di vista tecnico, ma anche giuridico e sociale.