Questo presunto mercato di schiave siriane è in realtà una performance artistica che parla dell’ISIS

Ci segnalano i nostri contatti un video che mostra un presunto mercato di schiave siriane. Il video presenta una didascalia fuorviante in cui inneggiando alla c.d. “remigrazione” (il termine usato per indicare ” l’espulsione, il ritorno forzato, una pulizia etnica non violenta o la deportazione,di persone immigrate o immigrati di seconda generazione o più in generale persone di origini o con discendenze straniere, nel loro paese definito come “etnicamente nativo”), si accusa il Regno Unito di non essere incisivo contro etnie apparentemente colpevoli di tale schiavismo.

Questo presunto mercato di schiave siriane è in realtà una performance artistica che parla dell'ISIS
Questo presunto mercato di schiave siriane è in realtà una performance artistica che parla dell’ISIS

Il video in realtà mostra una performance artistica del 2023 e si incunea nel filone della c.d. “teoria del complotto del doppio binario”, teoria secondo cui i governi occidentali (in particolare nel Regno Unito dove questa teoria si è diffusa) sarebbero insolitamente rigidi e vessatori con i “nativi” e insolitamente permissivi verso lo “straniero”, percepito a tavolino come un’entità inferiore immeritevole di tale lenienza.

Questo presunto mercato di schiave siriane è in realtà una performance artistica

Il video è infatti una performance artistica (disponibile in integrale qui sui social dell’autrice) chiamata “The Unheard Screams Of The Ezidkhan Angels” (“Le urla inascoltate degli angeli di Ezidkhan”), opera dell’artista curda Aryan Rafit (peraltro premiata al BIBART, Biennale di Arte Contemporanea in Italia) e girata ad Erbil, in Iraq.

Account social di Aryan Rafiq: il primo reel è l'opera artistica
Account social di Aryan Rafiq: il primo reel è l’opera artistica

Per essere preciso lo spezzone usato da chi ha diffuso la fake news è parte di un “dietro le quinte” in cui un passante (l’uomo del video) durante una pausa delle riprese si avvicina alle attrici e allo staff per avere informazioni sulla performance che stanno recitando, perfomance ispirata dalle azioni dell’ISIS contro le donne Yazide, oggetto di violenze, stupri etnici e una sorta di compravendita-asta online su canali criptati

L’opera artistica è quindi basata sui report ufficiali dei crimini dell’ISIS contro gli Yazidi, stanziati nel Nord dell’Iran e in Siria, in cui i Siriani ovviamente sono vittime.