La piaga dell’AI Slop è ormai nota: si tratta di contenuti creati con una enorme sproporzione tra tempo di lavorazione e risultato. Slop significa “sbobba”, ed è questo che sono i contenuti AI Slop: sbobba semplice, puerile, pubblicata tra il “detto e non detto” per non ammettere che sia AI, con tanto di makers pronti a vendere corsi per creare “contenuti virali di successo” con veri listini prezzi che vanno da cifre contenute per avere “un manuale di istruzioni” a cifre più consistenti per avere “un tutor passo passo che ti assista nella creazione e commercializzazione del video”

In questo caso abbiamo una serie di video slop che parlano di teneri pulcini (presenti anche qui) e buffi panda intenti in operazioni degne più della saga cinematografica di Kung Fu Panda (dove un goffo panda antropomorfo si rivela essere il salvatore delle arti marziali ed avere il potenziale per diventare un maestro saggio ma di buon cuore che ha imparato a rispettare gli umili) che di un vero documentario, visibili ad esempio qui e qui.
Attenti alla trappola emotiva dei video AI con teneri animali: i panda e i pulcini
Parliamo di video chiaramente non flaggati come AI che raffigurano proprio quelle scene che solleticano l’immaginazione: nel primo si vedono dei pulcini con delle improbabili scarpette luminose che passeggiano e danzano assieme ad un umano (anche se i piedi palmati non dovrebbero consentire tali calzature), nel secondo un uomo che porta dei pulcini al guinzaglio, e nel terzo e quarto un panda che mima i movimenti di un anziano guardiano dalle fattezze di uno stereotipato maestro di Arti Marziali ed un panda che si intrattiene in un combattimento con un bastone degno di Kung Fu Panda per salvare un cucciolo (stranamente simile ad un panda adulto, ma di proporzioni ridotte) da un alligatore.
L’assenza di proporzioni nelle immagini, i dettagli nello sfondo sfumati per risparmiare sulla potenza di calcolo delle immagini e le movenze innaturali “ma tenere” degli animali assolvono uno solo scopo: rendere il video virale colpendo sul tema delle emozioni.
Molti di questi video non hanno neppure una vera didascalia: solo hashtag da usare per condurre a contenuti simili. Ma quando la didascalia c’è essa ha delle soprese.

In uno dei video esaminati la descrizione è sostanzialmente una descrizione degli eventi nel video, redatta da una AI, che descrive la stessa come “una storia virale in tutto il mondo che sta catturando l’attenzione”.
Sostanzialmente, un indotto di esseri umani che abbiamo impararato a conoscere, fomentato ulteriormente dalla presenza di veri e propri “corsi per fare cassa con la AI” ha subappaltato all’Intelligenza Artificiale il contenuto virale.
Usando sempre lo stesso soggetto (panda, pulcini) basta avere un unico prompt (ovvero un “set di istruzioni scritte” per la AI) da riciclare con poche modifiche in modo che un video virale con tanto di descrizione sia pronto alla pubblicazione riempiendo un canale altrimenti vuoto di decine di video al giorno fino a trasformarlo in una macchina per soldi.
Con costi che tra impatto economico ed ambientale sono enormi per giustificare il loro uso come “trucco facile per arricchirsi”.