Ci segnalano i nostri contatti un post con “marche italiane che hanno accettato di distribuire carni trattate con farmaci sperimentali a mRNA”. Post che viene arricchito anche da un elenco di marchi “Ribelli e concorrenti” che invece userebbero carni libere.

La prima parte del post è una bufala complottistica, la seconda lo fa tracimare nel possibile rischio di pubblicità scorretta, sia pur come vedremo a insaputa degli interessati.
No, non esistono “marche italiane che hanno accettato di distribuire carni trattate con farmaci sperimentali a mRNA”
La storia di questa fake news comincia da un post precedente pubblicato il 14 Maggio ed affrontato da noi il 19. Secondo quel post, che usava la dizione completamente e scientificamente scorretta “siero genico sperimentale” (della quale “farmaci sperimentali”) è una variante, denunciando le origini novax, il colpevole era il produttore Aia.
Riportammo all’epoca dall’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie:
“Il Ministero della Salute avvia, a partire da maggio 2026, un progetto pilota di vaccinazione contro l’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI – sottotipo H5), realizzato in collaborazione con le Regioni Veneto e Lombardia e con il pieno coinvolgimento delle filiere produttive del settore avicolo.
Il progetto riguarda un numero limitato di allevamenti selezionati, localizzati nelle province di Verona e Mantova, e riguarderà le categorie più esposte, in particolare tacchini da carne e galline ovaiole. Prevede la vaccinazione degli animali sin dalle prime fasi di vita, con vaccini autorizzati a livello europeo, e sarà accompagnato da un sistema di sorveglianza rafforzata e da strumenti avanzati di tracciabilità al fine di verificare sul campo tutti gli aspetti applicativi connessi con la vaccinazione degli animali.”
Il testo prosegue con delle FAQ che peraltro precisano come
Tutti i vaccini previsti ed impiegati sono approvati dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e valutati favorevolmente per l’efficacia, l’innocuità e la sicurezza nelle specie sopra menzionate e sono dello stesso tipo di altri già utilizzati da anni in avicoltura. Non si tratta di vaccini basati sulla tecnologia che utilizza l’m-RNA.
Bensì si tratta di vaccini vettorizzati o a subunità, per intenderci quelli “tradizionali” che usano un virus inattivato come vettore.

Sarebbero stati comunque esclusi rischi per la salute in entrambi i casi, ma attualmente la sperimentazione è sicura per il consumo umano e non riguarda vaccini a mRNA, tecnologia demonizzata dai movimenti novax senza alcuna prova dei presunti profili di pericolosità da loro addotti.
Quindi avevamo appurato già il 19 maggio che:
- Non si trattava di Stabilimenti AIA ma di allevamenti selezionati
- Che quindi si tratta di allevamenti potenzialmente interessati da più marchi
- Che in nessun caso si usano vaccini ad mRNA, che comunque non hanno dimostrato profili di rischio per uso umano
Semplicemente, non esistono al momento vaccini ad mRNA per uso animale e si usano quelli a virus inattivato.
La versione aggiornata
A questo punto, ricordiamo che le bufale funzionano come i virus, e come i virus si evolvono in varianti per sfuggire all’anticorpo del Fact-Checking. Laddove la prima versione colpiva Aia, la seconda versione colpisce a caso diverse aziende per cercare di ovviare al punto 2 e male.
Potrebbe sembrare una sorta di concorrenza, ma indizi rilevano che si tratti di semplice complottismo: alcuni post presentano dei “marchi rivali” descritti come preferibili in quanto non usano mRNA con tanto di indicazioni su come acquistare.

In realtà il presunto elenco di “marchi che non usano mRNA” è un semplice elenco della serva, e indicato come tale nel ritaglio originale di allevamenti fuori dalle zone intensive del nord.
Si tratta di un sillogismo del tutto sviato: se secondo i complottisti le aziende del nord usano vaccini a mRNA (ma non lo fanno) comprare da altre aziende assicura che i vaccini non vi siano.
Ma se sono errate le premesse, è errato il sillogismo: siccome nessuna ditta usa vaccini ad mRNA, le informazioni nella seconda parte del post sono non meno scorrette.
Si tratta quindi di una versione della vecchia fake news, aggiornata.