Questo non è un video di un giovane francese che chiama la mamma dopo l’arresto per le manifestazioni

Ci segnalano i nostri contatti un video su X che raffigura giovane francese che chiama la mamma dopo l’arresto per le manifestazioni. Il video viene pubblicato da un account “spunta blu”, cosa che genera una aspettativa di “affidabilità” nonostante la spunta blu su X non sia automaticamente garanzia del contenuto, ma della facoltà astratta di pagare un canone.

Questo non è un video di un giovane francese che chiama la mamma dopo l'arresto per le manifestazioni
Questo non è un video di un giovane francese che chiama la mamma dopo l’arresto per le manifestazioni

Il video contiene un giovane di colore (dettaglio non irrilevante, data la perdurante narrazione che vuole i “violenti” essere “maranza” o immigrati di seconda e terza generazione) che urla, piange e si dispera dinanzi ad un giudice per aver ottenuto una condanna a sei anni implorando la madre.

Il video è creato integralmente con la AI: peraltro all’inizio neppure con connessione ai fatti delle manifestazioni in Francia.

Questo non è un video di un giovane francese che chiama la mamma dopo l’arresto per le manifestazioni

Prima dell’account Italiano “Spunta Blu” il video era apparso su TikTok il giorno 13 settembre (oltre un mese prima dell’inizio delle manifestazioni, quindi) sul canale crimeo2626.

Si tratta di un canale di video creati con l’Intelligenza Artificiale che ha un curioso oggetto: “storie di cronaca giudiziaria” del tutto inventate con la presenza di personaggi in AI raffigurati nel momento della condanna.

Galleria di video dell'autore
Galleria di video dell’autore

Storie che negli ultimi mesi, col dibattito aperto sulla punibilità dei minorenni presenti alle manifestazioni, hanno visto un abbassamento dell’età dei personaggi raffigurati, passati dall’essere donne adulte e omoni corpulenti e tatuati ad essere ragazzini raffigurati in momenti di pianto e pentimento.

La storia in esame era stata inizialmente divulgata come la “storia del giovane Mathis”, arrestato perché dopo essere caduto vittima di “cattive compagnie” sarebbe stato coinvolto dalla sua nuova banda di amici a rubare uno scooter come prova di coraggio e ribellione verso la madre, venendo così condannato.

La "vera storia" (creata con AI) del giovane Mathis
La “vera storia” (creata con AI) del giovane Mathis

Sono storie il cui obiettivo è la viralità: storielle a metà tra il fotoromanzo social e la ragebait: i “buoni” vincono sempre, i “cattivi” vengono sempre puniti, la virtù premiata e chi disobbedisce ai genitori e le autorità viene mostrato ai commentatori perché essi si scatenino donando al viralizzatore visibilità e interazioni.

I segnali della viralità sono tutti presenti: l’audio è sin troppo “ripulito”, le divise dei gendarmi non corrispondono a quelle reali, e il personaggio sullo sfondo che dovrebbe trascrivere la conversazione si limita a fissare un computer pieno di interfaccia con movimenti robotici e innaturali.