Sì, questi sono davvero scatti di Brendan Fraser sul set della Mummia 4

Ci segnalano i nostri contatti una serie di scatti di Brendan Fraser sul set della Mummia 4, ultimo capitolo della saga che già nel terzo capitolo aveva visto un tentativo di distaccarsi dagli anni ’30 inscenando un “passaggio del testimone” tra una prima generazione di eroi (l’archeologa Evelyn Carnahan e l’avventuriero Rick O’Connell, interpretati da due magistrali Brendan Fraser e Rachel Weisz) e una seconda (il figlio della coppia, Alex, interpretato ora da Luke Ford, e la sua compagna, la misteriosa Ling interpretata dalla cantante Isabella Leong) ed ora sembra abbracciare il tema dello scorrere del tempo spostando le vicende negli anni ’50.

Sì, questi sono davvero scatti di Brendan Fraser sul set della Mummia 4
Sì, questi sono davvero scatti di Brendan Fraser sul set della Mummia 4

Gli scatti rubati, come vedremo vanno in questa direzione, e ci presentano un Brendan Fraser diverso da quello dei primi due capitoli, o anche solo dall’attempato ex eroe del terzo pronto ormai a passare il testimone ad eroi più scattanti, prestanti e “moderni”. Tanto da far pensare a tre ipotesi diverse e tutte errate: che la foto ritragga uno stuntman, che la foto ritragga un altro attore, come Sean Bean o Benoît Magimel, o o che la foto sia un prodotto dell’AI.

Andiamo con ordine ed esaminiamo quello che sappiamo.

Perché la foto non è un prodotto della AI

Nessuna analisi delle foto evidenzia le distorsioni tipiche dei prodotti dell’intelligenza artificiale, ancorché sappiamo anche gli strumenti digitali possono “allucinare”, ovvero avere falsi positivi e stentare a riconoscere i loro simili.

Possiamo però ricostruire una catena dell’identità della foto.

Le foto provengono dall’agenzia di paparazzi BackGrid, che raccoglie le “catture” di fotografi freelance o che preferiscono restare nell’anonimato (i “paparazzi” appunto, i cacciatori di foto di VIP alla ricerca dello scatto più succoso ma poco inclini ad assumersi le responsabilità che possono derivare dal guadagno) per rivenderle alle riviste di cronaca, cinema e gossip.

Insistenti voci parlano di una sorta di tacito accordo detto “pap walk”, laddove sono le stesse agenzie stampa dei VIP che lanciano un’esca a BackGrid (che proprio per la sua scelta di tenere nascoste le identità dei fotografi è la prediletta per simili operazioni, in quanto la cosa rende impossibile appurare se c’è stata una sorta di selezione del fotografo compiacente) in modo che qualcuno venga a sapaere quando e dove il VIP farà qualcosa di virale in modo che nasca la pubblicità gratis.

BackGrid ha rivenduto le foto a Page Six e People Magazine, diventate a loro volta fonte di tutti gli account social che vivono di viralità riflessa, profittando del (forse voluto) anonimato dei fotografi di Backmarket per ricaricare le foto sui loro profili rendendole un loro scoop.

L’assenza di “marker” AI e la chiara catena di possesso della foto esclude il montaggio.

Ma l’attore è Brendan Fraser?

Non avrebbe avuto senso convocare Sean Bean o Benoît Magimel, o altri artisti che somigliano ad un Brendan Fraser “agée” per un film dedicato ai personaggi della saga della Mummia.

Ha senso avere Brendan Fraser, e non è detto che il suo aspetto dimesso e decisamente sciupato sia frutto dell’invecchiamento naturale. E neppure della CG. Le sequenze rubate dai paparazzi, più o meno “di sorpresa” mostrano infatti Fraser che si intrattiene con altri attori, comparse e tecnici (cosa che vedremo nel prossimo punto), oppure Fraser che si esibisce su un palco e guida un rombante veicolo da corsa indossando e mostrando al pubblico le insegne di una fantomatica O’Connel Racing.

La cosa è compatibile coi rumor che conosciamo sulla possibile trama di La Mummia 4: film ambientato negli anni ’50, nel 1957 (quindi sul finire della decade) dove O’ Connell ha portato a termine il processo di autoesilio e pensionamento dal mondo dell’avventura per dedicarsi anima e corpo ad una nuova impresa come pilota di drag racing su auto ispirate al retrofuturismo o Raygun Aesthetic, ovvero come negli anni ’50 si immaginava tutto quello che era moderno e simbolo di progresso scientifico.

Ha perfettamente senso quindi che Fraser venga richiamato in scena per presentare un Rick O’Connell non più giovane e gagliardo, ma ormai in declino e pronto ad aggrapparsi ad uno “sport del futuro” per sentirsi vivo.

Ma potrebbe essere uno stuntman?

La terza ipotesi dei fan è che si tratti, almeno negli scatti più vicini al veicolo, di uno stuntman truccato.

Ma in realtà raramente si riesce a trovare uno stuntman così simile all’attore da poterlo sostituire con un po’ di trucco.

Solitamente lo stuntman o la stuntwoman vengono usati in scena con semplici artifizi: non vengono mai inquadrati in viso, vengono inquadrati da dietro, da lontano o in sequenze dove basta la somiglianza più passabile, nascosti da elementi scenici o con caschi.

Se ci saranno scene di Rick O’Connell a bordo della auto drag racing-razzo misteriosa dove a guidare è uno stuntman, probabilmente si sceglierà di mettergli in testa il casco che Fraser tiene in mano nelle foto, oppure di fare in modo che la carrozzeria dell’auto lo copra.

In ogni caso non avrebbero senso le scene in cui Fraser interagisce nelle pause con attori e tecnici. Gli stuntman infatti intervengono strettamente durante l’azione fisica per ragioni di sicurezza e per tutelare l’incolumità del “doppio”, lasciando il posto all’attore principale per i primi piani e i momenti di pausa.

Se ci fosse stato uno stuntman nella scena in macchina il paparazzo, che ha scattato una intera sequenza, avrebbe mostrato il momento dello scambio, così non è accaduto.

Perché mostrare un O’Connell invecchiato?

La Mummia fa parte del ciclo di Mostri della Universal Pictures, storie prodotte dagli anni ’30 e ’50 coi mostri tradizionali della narrativa occidentale, ovvero la Mummia, Frankenstein, l’Uomo Lupo, Dracula, l’Uomo Invisibile e il Mostro della Laguna, assieme a personaggi nati come supporto e che vivono di vita propria, come la Sposa di Frankenstein, la Donna Lupo e l’Uomo Elettrico.

Storie costantemente rilette e ricreate, la stessa Mummia ha avuto un film di debutto nel 1932, la saga con Fraser nel 1999 e un reboot nel 2017 con un personaggio femminile nel ruolo della creatura sovrannaturale.

Se la prima parte della saga del 1999 omaggiava quindi gli anni ’30, il nuovo capitolo omaggia gli anni ’50, ignorando il re-reboot del 2017 e ripresentando i personaggi dell’amata saga del 1999 trasportati nel mondo del 1957.

Mondo che ignora il “passaggio di consegne” tra Rick e Alex (puntando quindi l’obiettivo non sul rapporto padre-figlio, ma sulla “nostalgia dei tempi andati”) e consente di esplorare il retrofuturismo degli anni ’50 che strizza l’occhio al “futuro che sognavamo”, luogo di avventure e mistero e non di paura e banalità.