Ci sono davvero campi di concentramento per i Russi nei Paesi Bassi? La riposta è no, e la fake news fa parte del ciclo di notizie doppelganger cui la guerra ibrida ci ha abituati da sin troppo tempo. Veri e propri “falsi di autore”, ovvero bufale che “chiedono in prestito” la visibilità e la credibilità di agenzie di stampa da cui copincollano titoli, loghi ed estratti decontestualizzati perché sembrino credibili.

In questo caso un piccolo nucleo di credibibilità e verità viene deformato fino a diventare fac simile di una delle pagine più oscure della storia: i campi di sterminio.
La verità dietro la bufala
Il giorno 13 Giugno 2026 un importante quotidiano olandese, Algemeen Dagblad (AD), pubblica dietro paywall (le notizie “di grande interesse” destinate agli utenti abbonati) un articolo in cui si descrive il progetto di creare un campo temporaneo per i prigionieri di guerra in Groninga dove gli stessi “vengano trattati alle medesime condizioni in cui sarebbero trattati nell’esercito di provenienza”.
Si tratta di una iniziativa del Paesi Bassi, e non dell’Europa in generale, basata sull’articolo 13 della Convenzione di Ginevra e successive emende e aggiornamenti, che prevede esplicitamente come “I prigionieri di guerra devono essere trattati con umanità […] e protetti da atti intimidatori e dalla curiosità morbosa del pubblico”.
Aggiungendo a questo un report della NATO del 2025 secondo cui in tempo di guerra ibrida la nazione candidata (nel senso di “statisticamente più probabile in base agli elementi presenti ed alle condotte tenute dalle parti in causa negli ultimi anni) a sferrare un attacco fisico ad una nazione parte del Patto Atlantico è proprio la Russia con l’uscente Primo Ministro del Regno Unito Keir Starmer (in questi giorni sostituito da Andrew Burnham) pronto ad ipotizzare tale attacco “entro quattro anni [dal 2026]”, abbiamo che, se i venti di guerra tra Russia, Ucraina e Patto Atlantico dovessero continuare a sferzare, il primo uso della base di Groninga potrebbe (enfasi: potrebbe) vedere soldati Russi

Non perché improvvisamente vogliamo imprigionare russi a caso, ma perché dopo decenni la prima guerra che coinvolge il lato Europeo del Patto Atlantico potrebbe, anche se si spera di no, cominciare da un attacco russo sul fronte Europeo.
Quindi i Paesi Bassi aggiornano luoghi di detenzione per eventuali prigionieri di guerra in una fase storica in cui la pace non è più scontata, e lo fanno in un periodo in cui il conflitto ucraino ha creato una situazione tale per cui i report della NATO danno come evento probabile un attacco Russo.
Questo è quanto, ma prima di proseguire sul come sia nata la bufala, passiamo alla differenza tra campi di prigionia e campi di sterminio
La differenza tra campi di prigionia e campi di sterminio
Il Campo di Prigionia, come detto, è una struttura che deriva direttamente da quanto stabilito dalla Convenzione di Ginevra: in caso di conflitto il prigioniero di guerra non può essere lasciato andare e basta (non sarebbe un prigioniero), non può essere semplicemente detenuto tra i prigionieri comuni (sarebbbe esposto a ritorsioni e rischi di intimidazione), non gli si può estorcere informazioni ma solo ottenere il necessario per identificarlo e deve essere trattato con umanità, con un trattamento equivalente a quello che avrebbe se fosse nel suo esercito.
Quindi in attesa della fine del conflitto, di scambi tra prigionieri o altre occasioni di libertà gli viene data una sorta di caserma provvisoria.

Il Campo di Sterminio è una struttura detentiva il cui scopo unico o principale è quello di uccidere i prigionieri che vi giungono, usata dal Terzo Reich per sbarazzarsi di coloro che riteneva “indesiderabili” (popoli romaní, ebrei, disabili, oppositori politici, omosessuali, Testimoni di Geova, “asociali” – ovvero i cittadini abili ma considerati improduttivi come senzatetto e prostitute comuni – e prigioneri politici).
Anche i Campi di Sterminio ospitavano quindi i prigionieri politici, ma con una differenza: il Terzo Reich non aderiva alla Convenzione di Ginevra (che sarebbe arrivata solo nel 1949), e lo scopo della detenzione di tutte queste categorie non era preservarle da intimidazioni e ritorsioni fino alla fine del conflitto sia pur mantenendo la loro prigionia, ma ucciderli più o meno lentamente, direttamente inviandoli nelle camere a gas o assegnando loro lavori sempre più massacranti e sottoponendoli ad esperimenti poco etici.
Questo quindi differenza un campo prigionieri da un campo di sterminio. Ciò posto, possiamo arrivare alle origini della bufala.
La fake news
Il 28 Giugno 2026, a seguito della pubblicazione dell’articolo citato del tredici, Nicolai Lillin pubblica un video YouTube chiamato L’UE COSTRUISCE I CAMPI DI STERMINIO PER I RUSSI, così, tutto in maiuscolo (nonostante la retichetta, il Galateo della Rete, consideri l’uso del maiuscolo poco educato in quanto l’equivalente scritto di urlare con alterigia) equiparando i due concetti abbiamo visto legalmente, tecnicamente e grammaticamente diversi di campo di sterminio e campo di prigonia.
Nikolai Lillin, salito agli onori della cronaca per il romanzo Educazione Siberiana, all’inizio distribuito come autobiografico e poi come “ispirato da vicende vissute” ha negli anni espresso posizioni vicine alla Russia, arrivando a negare l’Holodomor, genocidio effettuato in danno del popolo Ucraino negli anni ’20 nato da una combinazione del voler fiaccare la resistenza Ucraina allo Stalinismo e una serie di scelte di politica agricola che poco avevano di scientifico e molto di politico e spingendosi a definire “il regime autoritario di Putin mille volte più democratico” del governo Ucraino.
Tale video si unì a teorie del complotto che “invertivano” il report NATO dichiarando che, laddove il report NATO e l'”aggiornamento” di Starmer paventavano la possibilità di una situazione in cui la Russia sarebbe entrata in conflitto con la NATO entro il 2030, secondo detta teoria sarà la NATO in realtà ad entrare in guerra con la Russia nel 2030, predisponendo allo scopo campi di sterminio e altre violazioni della Convenzione di Ginevra.
Cose, come abbiamo visto, non rispondenti al vero. Da una notizia è così arrivata una palla di neve di fake news in un telefono senza fili del complotto, laddove si è arrivati dal fatto nudo e crudo (l’Olanda predispone un luogo di detenzione per eventuali prigionieri di guerra, senza precisare chi, la NATO teme un’escalation del conflitto nei prossimi anni e spera non accada) ad una salva di fake news per cui “L’Europa vuole dichiarare guerra alla Russia, ha creato campi di sterminio per nuocere al popolo russo e l’esercito ritiene necessario tale istituto”.
Fatto quest’ultimo non rispondente al vero.