Ci segnalano i nostri contatti una foto della famiglia in Nepal salvata dall’alluvione: un gruppo di persone sul tetto di una casa circondata dal fango, con la didascalia che annuncia che esse sono state salvate.

Siamo abituati al numero esorbitante di fake news, di cui alcune riportate dai social network e dai motori di ricerca stessi, e siamo in grado di capire la diffidenza per le stesse. Ma questa è una foto reale, ancorché dati i colori non possiamo escludere un pesante uso di filtri.
La foto della famiglia in Nepal salvata dall’alluvione
A parte l’assenza di riscontri dei programmi di controllo dei watermark digitali, cosa che abbiamo visto proprio recentemente, in fondo non ha peso, la scena è tratta da una serie di video amatoriali dove si vede dapprima la famiglia in difficoltà che chiede aiuto e poi la stessa famiglia salvata.
Video ripreso dalla stampa locale e internazionale, anche Italiana.
Si notano le stesse persone, la stessa casetta, la stessa posizione. Quello che sono diversi sono i colori, molto più contrastati, quasi da cartone animato, e la presenza di un bambino nell’angolo che nei video manca.

Questo perché ormai i social hanno inserito la possibilità di usare forti “filtri AI” per “migliorare” le immagini, filtri che in realtà non possono ricostruire quello che non c’è e ottengono risultati deteriori.
Nel mondo delle fake news AI, ormai una foto per essere considerata “vera” deve essere modificata in modo che sembri falsa.