Ci segnalano i nostri contatti un video del bambino che getta la bandiera LGBTQ in un cassonetto, esibito come prova che l’omofobia non sia una forma di discriminazione ma qualcosa di “naturale”, connaturato nell’essere umano e che vada incoraggiato in “bambini coraggiosi” come quello del video.

Quel bambino però ha un problema che inficia l’intera rilettura del video: non esiste.
Il video del bambino che getta la bandiera LGBTQ è creato con AI
Le anomalie grafiche nel video infatti sono molteplici, e unite al fatto che il video sia piuttosto corto rendono evidente il fatto che sia stato usato un pacchetto di generazione di contenuti gratuito, e quindi limitato nelle funzioni e nella lunghezza del video da creare.
Infatti la bandiera in questione durante tutto il video cambia di dimensioni e fattezze: al principio una figura priva delle gambe (i pantaloni sono uniti assieme in un unico arto a forma di colonna) consegna al bambino una piccola bandiera con un numero variable di strisce e un triangolo bianco alla base.

Il bambino sventola poi la bandiera e il triangolo bianco sparisce: nel momento in cui il presunto baby omofobo si avvicina al cassonetto la bandiera cresce nuovamente di dimensioni e attraversa la plastica del cassonetto diventando incorporea.
Sono tutti evidentemente segnali della mancanza di consistenza tra fotogrammi tipica di un pacchetto AI di prova con un pessimo prompt: ad ogni scena la AI ricrea la sequenza descritta da zero, reinventando tutti i dettagli che l’autore non ha fornito.