Tra le dolorose foto dell’alluvione in Nepal appaiono i primi falsi made in AI

Ci segnalano i nostri contatti il primo arrivo delle prime dolorose foto dell’alluvione in Nepal, frutto di una serie di rovesci che hanno interessato la zona in un periodo di clima fortemente alterato.

Di queste foto però alcune sono indubitabilmente vere, altre indubitabilmente false.

È grossomodo lo stesso triste fenomeno che abbiamo visto accadere quando a Gennaio una nevicata decisamente fuori misura spiazzò e piagò la Kamchatka: le agenzie stampa uscirono con foto decisamente impressionanti del fenomeno, i viralizzatori ne ricrearono altre.

I motivi sono molteplici: le foto reali di eventi drammatici spesso sono a pagamento, raccolte da agenzie di stampa e fotografi professionisti, le foto ricreate con AI sono del tutto gratis.

Le foto reali sono spesso già assai drammatiche e spaventose, ma le foto ricreate con AI possono essere ritoccate alla bisogna per avere il massimo impatto emotivo.

Chi vuole fare informazione quindi ricorrerà alle foto reali: chi vuole fare cassa ricorrerà alle foto virali.

Tra le dolorose foto dell’alluvione in Nepal appaiono i primi falsi made in AI

Abbiamo quindi una pletora di immagini, che continuano a crescere, raccolte da Getty Images e che raffigurano l’evento in tutta la brutalità.

Abbiamo delle foto false, come un assurdo “prima e dopo”. “Prima o dopo” che espone uno dei problemi tipici del fact checking fatto con soli mezzi elettronici.

Esame di SightEngine su una delle foto: indubitabilmente AI
Esame di SightEngine su una delle foto: indubitabilmente AI

Infatti esaminando il “prima e dopo” a occhio è possibile invenire tratti tipici della generazione: alcuni edifici sembrano del tutto cambiare di posizione nel dopo, e nel “prima” le case sono distorte, con finestre irregolari e prive di porte, nonché colori decisamente cartoonistici.

In alcune condivisioni, come una su Instagram, sono gli stessi strumenti dei social a flaggarle come AI. In condivisioni successive, sempre su Instagram, il flag manca ma l’analisi di SightEngine conferma il falso.

Tag di Instagram sulle foto: AI
Tag di Instagram sulle foto: AI

Su Facebook però lo stesso blocco di foto risulta “legittimo” e con una qualità decisamente ribassata.

È un fenomeno che abbiamo visto, l’applicazione del Loophole Analogico alle AI, ovvero il fenomeno per cui foto create con AI vengono rimaneggiate e rimontate in modo da essere “umanizzate” al freddo occhio dell’AI e quindi passare per legittime.

Questo rende decisamente futile il “fact checking da AI”, quello supinamente ottenuto caricando le immagini sui vari detector o col prompt “Grok dimmi se quello che vedo è vero”.

SightEngine sulla foto "ricaricata" su Facebook: analisi errata
SightEngine sulla foto “ricaricata” su Facebook: analisi errata

Esiste al momento una sola prova del nove finale e definitiva: controllare la presenza nelle agenzie stampa delle foto aggiornate dal mondo, foto che sono a pagamento per l’uso in testate online e blog ma gratuite per la semplice consultazione.

E dopo aver consultato le foto, si potranno trarre le conclusioni del caso, e mai un momento prima.