Ci segnalano i nostri compagni una serie di condivisioni allarmistiche secondo cui da oggi l’Unione Europea potrà leggere i tuoi messaggi privati: l’obiettivo di tali condivisioni è evidente, fare cassa sui link sfruttando paure ed un vago senso di antieuropeismo insito nel mondo del complottismo.
In realtà la notizia è indubitabilmente falsa perché da giovedì 9 luglio non è cambiato niente, anzi è stata estesa la validità del vecchio Regolamento (UE) 2021/1232 del Parlamento europeo, impropriamente detto ChatControl 1.0.

La situazione è quindi cristallizzata quella del 2021.
Vediamo assieme cosa comporta, premettendo che quindi da oggi non è cambiato niente rispetto agli ultimi 5 anni se non qualche dubbio su cosa fare a deroga scaduta.
No, non è vero che da oggi l’Unione Europea potrà leggere i tuoi messaggi privati
Nel 2021 l’UE varò il Regolamento (UE) 2021/1232 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 luglio 2021 relativo a una deroga temporanea a talune disposizioni della direttiva 2002/58/CE per quanto riguarda l’uso di tecnologie da parte dei fornitori di servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero per il trattamento di dati personali e di altro tipo ai fini della lotta contro gli abusi sessuali online sui minori
Nome lunghissimo per istituire una deroga alla Direttiva ePrivacy. In parole semplificate, secondo essa va a cadere il divieto dei gestori di servizi social e messaggeria di garantire uno scudo contro “attività di sorveglianza, intercettazione o conservazione delle comunicazioni elettroniche, salvo il caso in cui l’utente non abbia prestato il proprio consenso o il provider sia stato espressamente autorizzato per legge”.
Ancora più semplicemente, secondo il regolamento Chatcontrol, approvato a larga maggioranza nel mese di luglio 2021, si consentiva ai provider un controllo mediante algoritmo che setti un “flag”, un “avviso” in caso nelle chat si scambino contenuti pedopornografici.
Enfasi su si consentiva.
Chatcontrol è infatti volontario e non obbliga i gestori a tale adempimento, anzi sarebbero state le piattaforme a scegliere se applicare o meno il regolamento, quindi introdurre i sistemi di controllo.
Ad oggi non è mai arrivato un regolamento di dettaglio per sostanziare come effettuare tale controllo, non si sono registrate forme di adesione e si è più che altro aperto un dibattito.
Astrattamente, avevamo già visto quando le nazioni europee “Andarono alla conta” l’anno scorso tale adesione sembrerebbe semplice: un algoritmo intercetta il contenuto pedopornografico prima che sia criptato e viaggi di utente in utente e segnala la cosa alle autorità competenti.
Di fatto tornano alla mente casi di falsi positivi, come un padre di famiglia bannato dai servizi di Google e costretto di fatto a dare imbarazzanti spiegazioni alle autorità per aver deciso di saltare la fila dal pediatra mandando allo stesso foto del sedere e della zona inguinale del figlio affetto da un fastidioso rash cutaneo, trovandosi così oggetto di segnalazioni.

Anche alla luce di tali considerazioni, si è votato il giorno 9 Luglio per prorograre ChatControl 1.0 in scadenza, in attesa di un nuovo provvedimento in quanto l’assenza di un provvedimento al riguardo avrebbe aperto un vuoto sulla tutela dei minori. I voti favorevoli sono stati 276, in maggioranza provenienti dal PPE. Nel gruppo dei Socialisti e Democratici (centrosinistra) ci sono state divisioni interne: 63 eurodeputati hanno sostenuto la proroga, mentre 32 hanno votato contro e 11 si sono astenuti.
Il gruppo Liberale Renew Europe ha però incassato l’approvazione di un emendamento per escludere dall’ambito di applicazione del regolamento le comunicazioni protette da crittografia end-to-end, cioè il sistema di cifratura utilizzato da servizi come WhatsApp e Telegram, che rende interpretabili i messaggi solo al mittente e al destinatario, impedendone la lettura da parte di terzi.
La lettura da terzi è già tecnicamente impossibile, ma l’emendamento ha un valore simbolico e preventivo cementando l’idea che ChatControl 2.0 o altro regolamento che in futuro verrà non dovrà essere illimitato ma fermarsi ai limiti di Privacy e tutela della corrispondenza.
Allo stato delle cose però la situazione non è mutata.